lunedì 1 dicembre 2014

Il cultore del vampirismo lesbico che reinventò la divina Brigitte Lehaie

(1938-2010)



Il regista francese Jean Rollin ha dedicato gran parte della 

propria produzione cinematografica al 'sottogenere' horror-

erotico del vampirismo lesbico

Da " Rape of the vampire" (1969), " The naked vampire" 

(1970), " The shiver of the vampires" (1971) e "Lips of blood "

(1975), questo cineasta ha tradotto la sua ossessione per le 

dracule in succinte gonnelle, in magnifici film cult, come

 " Fascination"

Lo stile di Rollin divide parecchio pubblico e critica, ma noi lo

 consideriamo un indiscutibile  maestro capace di 

contaminare efficacemente sexploitation ed autentica arte 

cinematografica  


Brigitte Lehaie



"Fascination(1979)





Se mi si chiedesse di indicare i dieci migliori film di horror erotico che io abbia visto, certamente Fascination (1979) di Jean Rollin, farebbe parte di questa ristretta cerchia. Già efficacissima la sequenza d'apertura, di atmosfera quasi vittoriana, con l'inquadratura di una mano di donna che sfoglia un prezioso libro antico all'interno di un ambiente nobiliare e raffinato, per poi passare bruscamente alla scena in cui eleganti e belle signore bevono sangue da calici di vetro, dentro uno squallido mattatoio alla presenza del macellaio e di un mentore che le istruisce sulle proprietà benefiche e vitalizzanti dello stesso sangue. Il climax sensuale è raggiunto quando una di loro immerge il dito nella linfa delle povere bestie per poi adoperarlo come un rossetto e farlo scorrere sulle sue labbra carnose.




 Il soggetto del film, in cui i personaggi femminili apparentemente inermi si rivelano in realtà vere carnefici, pur assai ammalianti, del criminale in fuga che trova rifugio, amore, sesso promiscuo e pericolo di morte presso la loro sontuosa ed isolata dimora; la maestria del regista nel girare con lentezza sapiente e montaggio ritmicamente perfetto fra campi lunghi e primissimi piani , alternando scene che potrebbero benissimo essere tratte dai film di James Ivory, come quella delle due ragazze vestite in stile tardo ottocento che ballano su di un ponte al suono di un antico fonografo per poi indulgere in bagni di sangue splatter alla Dario Argento; la fotografia con forti tinte cromatiche tendenti al rosso, al rosa e al viola; l'ottima recitazione delle protagoniste; le musiche suggestive e inusualmente solenni; la scenografia estremamente curata; e non ultima la bellezza conturbante di Brigitte Lehaie, la quale si spinse oltre questo genere e frequentò in lungo e in largo anche il porno, rendono eccezionalmente qualitativa quest'opera, tanto da potersi considerare il capolavoro di Rollin. 










"Lips of blood" (1975)



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